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Linee Guida Generali

Hai un progetto fotografico che vorresti vedere pubblicato sul nostro sito? Leggi le nostre linee guida e invialo a fotografiadellarchitettura@gmail.com

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Contaminazioni Architettoniche – Open Call

“…Le Contaminazioni architettoniche si possono leggere oggi nei nuovi modi di vivere le strade, di abitare le piazze, di stare insieme nei bar e di spostarsi secondo nuovi percorsi e limiti. Emergono dallo svuotamento e dal clima sospeso delle grandi città, dal ripopolamento di luoghi più isolati e dal riavvicinamento generale dell’uomo alla natura.”

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Sguardi Contemporanei

Sguardi Contemporanei è il primo vero progetto editoriale di FA – Fotografia dell’Architettura, con la curatela di Donata Sasso e Leonardo Brancaleoni: dal 1° Ottobre, per dieci settimane, dieci fotografi si susseguono per condividere il loro sguardo sull’architettura.

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Vera fotografia – Gianni Berengo Gardin

“…Le sue foto, di paesaggi, di cronaca, di oggetti, di umani, hanno spesso quell’aura immediata e autorevole di chi non ha bisogno di spiegarsi, di illustrare un metodo, una prospettiva sul mondo. Le sue sono immagini/mondo perché vivono da sole. E sono immagini classiche perché si sottraggono alle mode. Hanno la grazia di qualcosa che sembra esserci sempre stato.
Sono, semplicemente, mondi da abitare…”

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Giorgio Casali – Italo Zannier e Angelo Maggi

“…Con lucida fermezza possiamo affermare che Giorgio Casali è maestro indiscusso dell’immagine Made in Italy. In tutta la sua opera è implicita una nuova concezione della comunicazione visiva, già arricchita dal confronto con le ricerche di Domus, ma proiettata verso un progresso sociale che trasforma la fotografia in strumento pedagogico e culturale…”

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Libro d’ombra – Juichiro Tanizaki

“…V’è forse in noi Orientali, un’inclinazione ad accettare i limiti, e le circostanze, della vita. Ci rassegniamo all’ombra, così com’è, e senza repulsione. La luce è fievole? Lasciamo che le tenebre ci inghiottano, e scopriamo loro una beltà. A l contrario l’Occidentale crede nel progresso, e vuol mutare di stato. È passato dalla candela al petrolio, dal petrolio al gas, dal gas all’elettricità, inseguendo una chiarità che snidasse sin l’ultima particella d’ombra…”

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La società dello spettacolo – Guy Debord

“… Il concetto di spettacolo unifica e spiega una gran diversità di fenomeni apparenti. Le loro diversità e i loro contrasti sono le apparenze di questa apparenza socialmente organizzata che dev’essere essa stessa riconosciuta nella propria verità generale. Considerato secondo i suoi vari termini, lo spettacolo è l’affermazione dell’apparenza e l’affermazione di ogni vita umana, cioè sociale come semplice apparenza. Ma la critica, che coglie la verità dello spettacolo, lo scopre come la negazione visibile della vita; come negazione della vita che è divenuta visibile…”

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Lo zen e il tiro con l’arco – Eugen Herrigel

“…Perché per essi la lotta consiste nel fatto che il tiratore mira a sé stesso – eppure non a sé stesso – e ciò facendo forse coglie sé stesso – e anche qui non sé stesso – e così è insieme miratore e bersaglio, colui che colpisce e colui che viene colpito. Oppure per servirmi di espressioni care a quei maestri, bisogna che l’arciere, pur operando, diventi un immobile centro…”

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Vita delle forme – Henri Focillon

“…Le tre dimensioni non sono soltanto il luogo dell’architettura, ne sono pure la materia, coi suoi caratteri di pesantezza e d’equilibrio. Il rapporto che le unisce in un edificio non è mai indifferente, e nemmeno è fisso. L’ordine delle proporzioni interviene nel loro trattamento, che conferisce alla forma la sua originalità e modella lo spazio secondo convenienze calcolate…”

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La camera chiara – Roland Barthes

“…Purtroppo, sotto il mio sguardo, molte foto sono inerti. Ma anche fra quelle che ai miei occhi hanno una qualche esistenza, la maggior parte non suscita in me che un interesse generico e, se così si può dire, educato: in esse non vi è alcun punctum: esse mi piacciono o non mi piacciono senza pungermi: sono investite unicamente dello studium. Lo studium è il vastissimo campo del desiderio non curante, dell’interesse diverso, del gusto incoerente: mi piace / non mi piace, I like / I don’t…”

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Sulla fotografia – Susan Sontag

“…L’ultima ragione del bisogno di fotografare tutto è nella logica stessa dei consumi. Consumare significa bruciare, esaurire, e postula quindi una necessaria reintegrazione. Man mano che facciamo e consumiamo immagini, abbiamo bisogno di altre immagini e di altre ancora. Ma le immagini non sono un tesoro per impadronirsi del quale occorra è perlustrare il mondo; sono esattamente ciò che abbiamo a disposizione ovunque si posi il nostro occhio…”

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Post – Francesco Bonami

“…Michelangelo con la Cappella Sistina non creava altro che uno sfondo per la vanità del papa. […] Insomma, se Giulio II avesse avuto a sua disposizione un cellulare Huawei ultima generazione, avrebbe sicuramente obbligato il Buonarroti a chissà quanti selfie.”

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Maledetti architetti – Tom Wolfe

“…eccoli, d’un tratto, disposti ad accettare quel bicchiere d’acqua gelida in faccia, quel manrovescio sui denti, quel castigo noto come architetture moderna. E perché? Non saprebbero dirlo neanche loro…”

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Silenzi eloquenti – Carlos Martí Arís

“A volte il silenzio non è che un atto di resa o d’abbandono espresso in forma di sfida ironica. Altre volte, nelle rare occasioni in cui si spinge oltre il linguaggio, il silenzio diventa il luogo dove nasce l’arte. Il silenzio è dunque una sorta di sorgente nascosta dalla quale possono sgorgare, con naturalità, le acque del significato…”

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Il problema della colonizzazione industriale della fotografia

“Non sempre a qualità del mezzo tecnico corrisponde qualità sul piano estetico: è il caso della fotografia. L’iniziale limitatezza del medium è da considerarsi vantaggio, il fotografo è costretto a calibrare e scegliere il numero di scatti, le macchine analogiche hanno rullini che ne consentono solo trentasei… “​

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