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FOTOGRAFIA DELL'ARCHITETTURA

“Ordine sparso” – Alba Deangelis

“L’ipercittà è la risultanza di una moltitudine di scelte, che sono tutte razionali, o che aspirano ad esserlo, ma che obbediscono a delle logiche differenti, in antagonismo le une con le altre. (…) leggere la città contemporanea significa modificare la nostra sensibilità; recepire in termini di contrasti, di tensioni, di discontinuità, di frammentazione”.

André Corboz, Ordine sparso. Saggi sull’arte, il metodo, la città e il territorio.

La nozione di ipercittà, coniata dal docente svizzero André Corboz nel 1998, nasce dalla consapevolezza del carattere di sovrapposizione che contraddistingue il fenomeno urbano, come un documento scritto con note a margine, e appunti che rimandano a percorsi e letture trasversali, ovvero un ipertesto.

“Un testo è una struttura lineare, gerarchizzata all’inizio, percettibile di per sé dai sensi ; l’ipertesto, al contrario, non è in sé percettibile attraverso i sensi, non ha una struttura univoca e imperativa, si recepisce quasi ad libitum”. L’ipercittà risulta come un palinsesto all’interno del quale ogni nuova trasformazione utilizza anche il testo precedente, aggiornandolo rispetto alle esigenze e portandolo ad un nuovo significato.

Nel corso degli anni ’60, gli architetti Carlo Aymonino e Aldo Rossi già  si dedicano alla teorizzazione dello sviluppo futuro della grande città; un layout urbano fatto da una stratigrafia di elementi che si sovrappongono e si accumulano, determinando situazioni caotiche talvolta difficilmente interpretabili.

Progettano quindi il complesso Monte Amiata a Milano, concepito come una complicata trama di edifici residenziali e di spazi comuni, interconnessi tra di loro con piazze e percorsi pedonali molto variegati.

Il complesso segue una logica di disordine programmatico che anticipa questo scenario contemporaneo, esprimendo in nuce il concetto di ipercittà: una trama frammentata senza geografia apparente, già tesa a prefigurare modi più complessi di vita. Palinsesto dove pubblico, privato, vecchio e nuovo si intrecciano e si relazionano in modo nuovo ed inaspettato.

Ascolta l’intervista

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