Ovunque - Desirée Prezioso
Il luogo di lavoro di mio padre, da piccola, l’ho sempre vissuto come un posto magico. Un capannone pieno di macchinari imponenti che per nessun motivo potevo toccare. Chiedevo spesso di ritornarci; in qualche modo quello che mi circondava, il luogo più opprimente per mio padre, mi affascinava. Tutt’ora succede. Così nasce questo progetto, da una riflessione tra l’apparenza di un luogo e la testimonianza di chi la vive quotidianamente: dall’ingenuità di uno sguardo inconsapevole all’usura di un uomo. Ho cercato di restituire uno studio su spazi, forme e sensazioni che questi ambienti esternamente possono trasmettere. Il silenzio apparente, l’ordine, le tonalità e le forme armoniose contrastano il loro scopo di “contenitori di lavoro” rumorosi, grigi e alienanti; gli spazi liminali, effettivamente, ci portano Ovunque e, allo stesso tempo, da nessuna parte, alienandoci.