Memoria Strutturale - Benedetta Ristori
Il progetto indaga il paesaggio architettonico di Montréal (Canada) attraverso tre aree emblematiche: la rete metropolitana, il complesso olimpico e le zone industriali ad oggi quasi dismesse. Luoghi distanti per funzione e linguaggio, ma accomunati dalla capacità di rendere visibile l’evoluzione urbanistica, sociale e temporale della città.
Le stazioni della metropolitana, costruite tra il 1966 e il 1978, rappresentano un esempio di modernismo integrato allo spazio pubblico. Ogni fermata è concepita con un’identità autonoma, combinando modernismo, geometrie minimali e materiali grezzi come cemento a vista e mattoni. Il risultato è un’infrastruttura che va oltre la funzione di transito, diventando dispositivo narrativo della città sotterranea.
Il Villaggio Olimpico e lo Stadio, edificati in occasione delle Olimpiadi del 1976, incarnano una visione monumentale dell’architettura civica. Le forme scultoree, l’uso massiccio del calcestruzzo prefabbricato e la scala fuori misura esprimono l’ambizione di un’epoca che identificava il progresso con l’impatto visivo e tecnico dell’opera pubblica.
Completano il percorso le aree industriali lungo il fiume San Lorenzo: spazi marginali, spesso abbandonati, come il Silo n.5 o l’impianto Farine Five Roses, che conservano tracce materiali di un’economia post-industriale. Questi volumi, quando privati della loro funzione originaria, rivelano oggi una nuova dimensione estetica e di usufrutto.
Attraverso l’osservazione di questi luoghi, si può riflettere sui vari linguaggi dell’architettura e sulle epoche che li hanno generati, mettendo in luce come la città stessa si configuri come un sistema di memorie stratificate, strutturali e vive.
Il lavoro fotografico di Benedetta Ristori si concentra sulla tensione che esiste tra forma e spazio. Lavorando nella fotografia ritrattistica e documentaristica, i temi affrontati analizzano aspetti sociologici e territoriali sviluppati attraverso progetti a lungo termine.
Tra questi: East (2015-2018), Lay Off (2015-), Take Care (2018-2020), You Don’t Need Soil To Grow (2021-2023).
Il suo lavoro è esposto in mostre nazionali ed internazionali tra cui Scuderie del Quirinale, Triennale Milano, Palazzo delle Esposizioni, Galerie Binome, Plato Gallery, Si Fest, ed è pubblicato su magazine tra cui Repubblica, VICE, Bloomberg Businessweek, Die Zeit, Forbes, Document Journal, Vogue Italia.