La Terra fuma - Francesca Spedalieri
L’alta Val di Cecina in Toscana, conosciuta anche come Valle del Diavolo per la presenza dei suoi soffioni, produce l’8% dell’energia geotermica mondiale. La Toscana è l’unica zona in Italia in cui si produce questo tipo di energia.
Nella Valle, già dal 1800 era presente un’industria chimica di proprietà del principe Francesco De Larderel che, sfruttando il calore della terra, produceva acido borico che aveva allora largo uso nell’industria chimica e farmaceutica. Nel 1911 grazie ad un esperimento di Piero Ginori, nacque la prima centrale geotermica al mondo, che ha preso il posto della vecchia industria chimica.
Il paese di Larderello rappresenta uno dei primi esempi di villaggio operaio, cioè di un paese costruito espressamente per dei lavoratori, in questo caso quelli della centrale geotermica. Un luogo dove la geotermia è parte del tessuto economico, produttivo, sociale e culturale, dove l’uomo e la Natura si sono confrontati e modellati a vicenda.
Larderello non è stato concepito solo come un dormitorio. Operai e dirigenti, oltre che a condividere il luogo di lavoro, si trovavano a condividere anche i luoghi di svago e socialità. Negli anni ’60 grazie al progetto dell’architetto Giovanni Michelucci il paese aveva servizi che potevano essere trovati solo nelle grandi città: una piscina geotermica, un cinema, scuole e campi sportivi. Grazie a questa progettazione e al fiorire dell’industria geotermica il paese di Larderello poté godere di un grande benessere fino alla fine degli anni ’70, e si trovò ad attrarre lavoratori e specialisti che vi si trasferirono da varie parti d’Italia.
Oggi in Toscana sono presenti 34 centrali geotermiche distribuite nelle provincie di Pisa, Siena e Grosseto. Ogni anno viene prodotto il 70% della produzione di energia rinnovabile della regione. La produzione di energia geotermica riesce a soddisfare il 30% del fabbisogno elettrico della regione. Fornisce inoltre calore che riscalda oltre 10 mila utenze tramite il teleriscaldamento.
Ad oggi tutte le centrali, e in particolare la più grande presente a Larderello, sono quasi interamente controllate da remoto. Con la diminuzione dei posti di lavoro nella centrale, dopo tanti anni la geotermia non rappresenta più la principale occupazione degli abitanti di Larderello e dei paesi circostanti.
A causa delle scarse opportunità lavorative e la mancanza di infrastrutture adeguate, il paese soffre di un forte spopolamento che le amministrazioni locali stanno cercando di combattere.
Francesca Spedalieri nasce a Roma nel 1991. Dopo una laurea in Astrofisica (La Sapienza, Roma) decide di dedicarsi alla fotografia laureandosi con lode all’Istituto Europeo di Design (IED, Roma).
In seguito ottiene riconoscimenti in vari concorsi fotografici e partecipa a diversi workshop e residenze. Nel 2022 è stata selezionata dalla Fondazione Studio Marangoni per il workshop Note di Lavoro. Nel 2024 ha partecipato al progetto “Roma ChilometroZero”, concluso nel 2025 con una mostra collettiva al Museo di Roma in Trastevere e un libro edito da Contrasto.
Il suo campo di ricerca si concentra sui luoghi, sul paesaggio e la loro interazione con l’attività dell’uomo, con interesse particolare a temi sociali, architettonici e storici.