Atlas Italiae - Silvia Camporesi

Atlas Italiae di Silvia Camporesi, serie fotografica del 2015, è un atlante visivo che raccoglie luoghi dimenticati, borghi disabitati, architetture abbandonate, colonie fantasma. È un viaggio nell’Italia nascosta, quella che non compare sulle mappe né sui feed dei social. Una riflessione poetica e politica sull’identità del nostro Paese in un’epoca di trasformazioni profonde, tra amnesie collettive e desideri di rinascita.

Lo sguardo dell’artista non si limita alla registrazione del reale, ma sonda gli interstizi del paesaggio per restituirne l’anima silenziosa. Ogni immagine è attraversata da una tensione temporale: tra ciò che non è più e ciò che potrebbe ancora essere. Le rovine, le case vuote, le tracce dell’umano abbandonate diventano forme aperte al tempo, spazi liminari in cui la memoria si intreccia all’oblio, e l’abbandono assume il valore di rivelazione.

In queste fotografie, il tempo non è perduto ma in agguato, pronto a riaffiorare in ogni dettaglio: una macchia di muffa, un muro scrostato, una sedia lasciata al suo posto. Sono immagini che non raccontano una morte, ma una trasformazione. Lontane dalla retorica della nostalgia, le visioni di Camporesi suggeriscono una nuova estetica della rovina, in cui la natura, la polvere e il silenzio agiscono come forze creatrici.

Nel mondo digitale, dove tutto è presente e simultaneo, Atlas Italiae ci riporta all’esperienza del tempo profondo. Quello della memoria involontaria, dei ricordi in letargo, come scriveva Proust. Un tempo che resiste alla smaterializzazione del presente e si manifesta nei luoghi dimenticati, che, proprio perché rimossi dallo sguardo pubblico, ci parlano con maggiore intensità.

Questo progetto fotografico si fa così strumento di conoscenza, attraversamento sensibile di una realtà marginale che sfugge alla telepresenza e al consumo visivo. Le rovine raccontano ciò che siamo stati, ma anche ciò che temiamo di diventare. E nell’immobilità apparente di questi spazi si apre una domanda sul futuro: quale forma avranno le nostre tracce?

© FA — Fotografia dell’Architettura, Sguardi Contemporanei 2025, Silvia Camporesi

Silvia Camporesi, laureata in filosofia, utilizza i linguaggi della fotografia e del video. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata ai luoghi dell’Italia. Dal 2004 ha tenuto numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ha vinto il premio Francesco Fabbri per la fotografia nel 2013, il Premio Cantica21 nel 2021e La nuova Scelta italiana nel 2022, Strategia fotografia nel 2023 e il Pac nel 2024. Ha pubblicato dieci libri. Oltre all’attività artistica si interessa alla ricerca sulle tendenze della fotografia contemporanea e tiene workshop e conferenze in Italia. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: MAXXI, Roma; Collezione Farnesina, Roma; ICCD, Roma; MART, Rovereto, BNL Milano

silviacamporesi.it    @silviacamporesi