Architettura rurale - Gabriella Marollla

La campagna è una parte della Puglia spesso trascurata: ampie distese di terra coltivata si susseguono senza interruzioni, organizzando il territorio in una trama ordinata di campi, muretti a secco e filari di ulivi.

È proprio nella vastità di questi campi che si ergono piccole architetture in pietra a secco, generalmente realizzate in tufo locale, modeste nelle dimensioni, minute e solitarie.
Prive di decori e intonaci, incarnano l’essenza più pura dell’architettura: pietre sovrapposte, poste l’una sull’altra con sapienza antica, a formare costruzioni semplici, nate con l’unica funzione di offrire riparo, fungere da deposito o custodire il terreno cui appartengono.

Si tratta di jazzi o pagliare, testimonianze dell’ingegno contadino e di un sapere tramandato nei secoli, che ha saputo dar forma a strutture perfettamente integrate nel paesaggio rurale pugliese.

Alcuni di questi scatti mostrano come, con il passare del tempo, queste architetture si trasformino in ruderi poetici, lasciando spazio a una bellezza malinconica e silenziosa.